Ossimoro Tossico
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Tutti sanno innamorarsi. Ma pochi sanno amare.

E’ la stessa differenza tra fare la spesa e cucinare. Tutti sanno scegliere i cibi dagli scaffali, dettati dall’impulso e dalla voglia, ma pochi sanno dosare con cura gli ingredienti e realizzare ricette gustose e nutrienti.
Per cucinare ci vuole attenzione (altrimenti, finisce tutto bruciato).
Ci vuole perseveranza (perché non sempre, le prime volte, il piatto riesce bene). Ci vuole anche fantasia (per evitare che una ricetta venga a noia).
Ci vuole la cura per i particolari (quel pizzico in più d’aroma può fare la differenza). 
Ma soprattutto, ci vuole pazienza. La pazienza è fondamentale.
Tutti sanno fare la spesa, come tutti sanno innamorarsi. Ma cucinare è un’altra cosa. 

Cucinare è come amare.

- Nicole

"Perché si chiama “passato”, se non passa?"

- Nicole

Cosa significa la parola AMORE?Esistono differenti interpretazioni etimologiche. A me piace credere alla versione più fantasiosa, probabilmente la meno corretta, ma di certo la più suggestiva e poetica, secondo la quale la parole amore deriva da “a-mors” (“a”- prefisso negativo, e “mors”, che in latino significa morte). Ovvero: “amore=assenza di morte”.
Amore = assenza di morte. Il che non è da tradursi banalmente nella concezione – chissà, forse semplice utopia? - che l’amore vero sia per sempre. Ma nella certezza che l’amore e il sentimento siano le uniche cose in grado di sopravvivere alla morte fisica (magari attraverso il ricordo, che è già di per sé amore, o tramite le vite che quell’amore ha generato).Ma soprattutto: amore=senza morte. Ovvero, amore come SINONIMO DI VITA. Non l’amore inteso solo come amore di coppia, bensì nell’accezione più ampia del termine. L’amore per quello che si fa, per ciò che si è, per la propria famiglia, per i propri amici… per la natura, per i viaggi, per la poesia, per l’arte, per questo mondo. Che, a volte, non sarà proprio il massimo. Ma è anche l’unico mondo che abbiamo. Ecco perché mi piace credere che amore significhi “assenza di morte”. Perché, senza questo famigerato Amore - che non poi non è altro che amicizia, passione, voglia, altruismo, costruzione, sentimento, premura, emozione, entusiasmo… - si muore. Si muore davvero. Poiché si resta privi di senso. E, anche se il corpo sopravvive, l’anima soccombe.L’amore è “assenza di morte” perché è tutto ciò che dà un senso alla vita. E senza un senso che vita sarebbe?
-Nicole

Cosa significa la parola AMORE?

Esistono differenti interpretazioni etimologiche. A me piace credere alla versione più fantasiosa, probabilmente la meno corretta, ma di certo la più suggestiva e poetica, secondo la quale la parole amore deriva da “a-mors” (“a”- prefisso negativo, e “mors”, che in latino significa morte). Ovvero: “amore=assenza di morte”.

Amore = assenza di morte. Il che non è da tradursi banalmente nella concezione – chissà, forse semplice utopia? - che l’amore vero sia per sempre. Ma nella certezza che l’amore e il sentimento siano le uniche cose in grado di sopravvivere alla morte fisica (magari attraverso il ricordo, che è già di per sé amore, o tramite le vite che quell’amore ha generato).

Ma soprattutto: amore=senza morte. Ovvero, amore come SINONIMO DI VITA. 
Non l’amore inteso solo come amore di coppia, bensì nell’accezione più ampia del termine. 
L’amore per quello che si fa, per ciò che si è, per la propria famiglia, per i propri amici… per la natura, per i viaggi, per la poesia, per l’arte, per questo mondo. Che, a volte, non sarà proprio il massimo. Ma è anche l’unico mondo che abbiamo. 
Ecco perché mi piace credere che amore significhi “assenza di morte”. 
Perché, senza questo famigerato Amore - che non poi non è altro che amicizia, passione, voglia, altruismo, costruzione, sentimento, premura, emozione, entusiasmo… - si muore. Si muore davvero. 
Poiché si resta privi di senso. E, anche se il corpo sopravvive, l’anima soccombe.

L’amore è “assenza di morte” perché è tutto ciò che dà un senso alla vita. 
E senza un senso che vita sarebbe?

-Nicole

Se essere “complicati” significa avere una sensibilità così spiccata da non riuscire a lasciarsi scivolare addosso le cose, cercare di trarre il meglio da ogni situazione, non dare niente per scontato e non accettare ciò che non va, cercando di restare ad ogni costo coerenti a se stessi… 

Se essere “complicati” vuol dire manifestarsi sempre, nonostante il resto del mondo, come una persona reale con le proprie fragilità, e non come un solido personaggio che segue la linearità di un copione predefinito… 

Ebbene sì, lo ammetto: sono complicata. E non voglio assolutamente semplificarmi.

- Nicole

Non credo alle persone fatte apposta per stare insieme, né ai momenti giusti. Credo alle persone che fanno di tutto per esserci, l’una per l’altra. Anche nel momento sbagliato.

Non penso che esistano le anime gemelle, quelle destinate a trovarsi. Ma sono convinta che ci siano anime che, da quando s’incontrano, si sentano a tal punto da non smettere più di cercarsi.

- Nicole

"Quando sarò capace d’amare mi piacerebbe un amore che non avesse alcun appuntamento col dovere.
Un amore senza sensi di colpa, senza alcun rimorso. Egoista e naturale come un fiume che fa il suo corso.
Senza cattive o buone azioni, senza altre strane deviazioni, che se anche il fiume le potesse avere andrebbe sempre al mare.
Così vorrei amare."

- Giorgio Gaber

Comunque andrà tra noi, ora promettimi una cosa: che rifaremo l’amore.
Anche se ci lasceremo, anche dopo mesi, o dopo anni, anche se vivremo di altri amori: ogni tanto noi rifaremo l’amore.
E sarà come quella sera, ubriaca di primavera, quando avremmo dovuto restare solo amici, ma poi, per caso, ci siamo incontrati. Ed eravamo ancora noi. Semplicemente, di nuovo. Per caso. O forse, per destino.
Sarà così. Inatteso, come un temporale.
E sarà come quel gelido giorno d’inverno quando, in mezzo a tanta gente, mi sentivo troppo sola e, senza pensarci, ho chiamato te. Quel giorno in cui, nonostante sapessimo entrambi che non saresti potuto restare, hai fatto di tutto per esserci. E in quegl’istanti - minuti, ore, o forse un secolo - ci sei stato davvero.
Sarà così. Disperato, come un addio.
E sarà come quella volta al mare, dopo stagioni passate a tentare di dimenticarci. Quella volta in cui, all’improvviso, ci siamo ricordati di amarci. 
Sarà così. Intenso, come un nuovo inizio.
Promettimi che, se non riusciremo ad amarci da vicino, non sapremo ignorarci da lontano. E ogni tanto ci stancheremo, di non amarci più.
Perché, comunque andrà, noi rifaremo l’amore. Quello improvviso, disperato, intenso.
Ogni tanto, per una notte sola. Ma con amore ancora. 
- Nicole

Comunque andrà tra noi, ora promettimi una cosa: che rifaremo l’amore.

Anche se ci lasceremo, anche dopo mesi, o dopo anni, anche se vivremo di altri amori: ogni tanto noi rifaremo l’amore.

E sarà come quella sera, ubriaca di primavera, quando avremmo dovuto restare solo amici, ma poi, per caso, ci siamo incontrati. Ed eravamo ancora noi. Semplicemente, di nuovo. Per caso. O forse, per destino.

Sarà così. Inatteso, come un temporale.

E sarà come quel gelido giorno d’inverno quando, in mezzo a tanta gente, mi sentivo troppo sola e, senza pensarci, ho chiamato te. Quel giorno in cui, nonostante sapessimo entrambi che non saresti potuto restare, hai fatto di tutto per esserci. E in quegl’istanti - minuti, ore, o forse un secolo - ci sei stato davvero.

Sarà così. Disperato, come un addio.

E sarà come quella volta al mare, dopo stagioni passate a tentare di dimenticarci. Quella volta in cui, all’improvviso, ci siamo ricordati di amarci. 

Sarà così. Intenso, come un nuovo inizio.

Promettimi che, se non riusciremo ad amarci da vicino, non sapremo ignorarci da lontano. E ogni tanto ci stancheremo, di non amarci più.

Perché, comunque andrà, noi rifaremo l’amore. Quello improvviso, disperato, intenso.

Ogni tanto, per una notte sola. Ma con amore ancora. 

- Nicole

L’attesa è mancanza. Chi vive nell’attesa, vive di mancanze.Abbiamo dentro grossi buchi a forma di ciò che ci manca. E pensiamo che solo quel qualcosa possa riempirlo. Che solo quella cosa lì possa incastrarsi bene in quei vuoti. E invece no, non è proprio così. Tu devi smettere di aspettare. Spostati, muoviti, rincorri ciò che vuoi. Anche l’impossibile. E mentre lo rincorri, troverai. Troverai qualcosa che, vedrai, s’insinuerà dentro quei buchi. Vento, parole, sorrisi, tramonti, musica. Un fiore, un’idea, un sapore, una voglia improvvisa, una nuova passione, il colore di una bolla di sapone. O magari, proprio lui. L’impossibile. Che se ne stava lì, era addirittura lui che aspettava te. E se fossi rimasta ferma non l’avresti mai incontrato.Per riempire i buchi devi smettere di aspettare.  Và incontro alle cose.  E modella le cose che incontri.Perché le cose hanno la forma che gli diamo noi. Anche quelle che ci mancano.- Nicole

L’attesa è mancanza. Chi vive nell’attesa, vive di mancanze.
Abbiamo dentro grossi buchi a forma di ciò che ci manca. E pensiamo che solo quel qualcosa possa riempirlo. Che solo quella cosa lì possa incastrarsi bene in quei vuoti.
E invece no, non è proprio così. Tu devi smettere di aspettare.
Spostati, muoviti, rincorri ciò che vuoi. Anche l’impossibile.
E mentre lo rincorri, troverai. Troverai qualcosa che, vedrai, s’insinuerà dentro quei buchi. Vento, parole, sorrisi, tramonti, musica. Un fiore, un’idea, un sapore, una voglia improvvisa, una nuova passione, il colore di una bolla di sapone. O magari, proprio lui. L’impossibile. Che se ne stava lì, era addirittura lui che aspettava te. E se fossi rimasta ferma non l’avresti mai incontrato.
Per riempire i buchi devi smettere di aspettare.
Và incontro alle cose.
E modella le cose che incontri.
Perché le cose hanno la forma che gli diamo noi. Anche quelle che ci mancano.
- Nicole

Lei era debole. Troppo debole, per riuscire ad amare la solitudine.

O forse era forte, fortissima. Così forte da riuscire ad amare, sempre. Nonostante il mondo. Ancora. E ancora.

- Nicole

Le carezze, sui graffi, si sentono di più.

Le carezze, sui graffi, si sentono di più.

Ho paura.

Ho una paura tremenda di non riuscire a diventare quella che sono.

E di finire con l’abituarmi a quella che sono diventata

(Fonte: facebook.com)

La prima volta che mi sono innamorata di te è stato circa undici anni fa. L’ultima volta stamattina, quando hai aperto gli occhi. E scusa se ho ancora i brividi, quando mi guardi.
Non so di quante persone ci si possa innamorare in una vita, ma non c’è niente di più bello di riuscire ad innamorarsi ogni giorno della stessa persona.
Non credo alle favole, ma credo a qualcosa di più vero.
Credo al modo in cui ti sento.

La prima volta che mi sono innamorata di te è stato circa undici anni fa. L’ultima volta stamattina, quando hai aperto gli occhi. E scusa se ho ancora i brividi, quando mi guardi.

Non so di quante persone ci si possa innamorare in una vita, ma non c’è niente di più bello di riuscire ad innamorarsi ogni giorno della stessa persona.

Non credo alle favole, ma credo a qualcosa di più vero.

Credo al modo in cui ti sento.


"Dicesti “Ti amo”. Com’è che la cosa meno originale che sappiamo dirci è tuttavia la sola cosa che desideriamo sentire?
“Ti amo” è sempre una citazione. Non sei stata tu a dirlo per la prima volta e nemmeno io, eppure, quando lo dici tu e quando lo dico io, siamo come dei selvaggi che hanno scoperto due parole e le venerano."

- Jeanette Winterson

(Fonte: facebook.com)

Parlavamo, senza conoscerci. Ci siamo conosciuti, senza parlare.

Parlavamo, senza conoscerci.
Ci siamo conosciuti, senza parlare.